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" LE RADICI DEGLI AGOSTINIANI "

Sant'Agostino

Noi, figli e figlie di Agostino, siamo una di queste famiglie. Un vecchio tronco, se si considera che esistiamo giuridicamente da sette secoli e che le nostre radici spirituali e ideali affondano nell'esperienza di un uomo santo, Agostino, vissuto 15 secoli fa! Un tronco però tuttora rigoglioso e vitale, come viva ed attuale è l'esperienza di vita e di fede del vescovo d'Ippona.

A differenza degli altri istituti religiosi però la famiglia agostiniana ha delle caratteristiche particolari per quanto riguarda l'origine storica e i rapporti con il fondatore. Essa non ha avuto infatti un'origine e un fondatore allo stesso modo come l'hanno avuto ad esempio i Francescani, i Domenicani o i Salesiani.

Noi dobbiamo parlare di tre "radici", perchè tre esperienze spirituali, tre matrici culturali e ambientali hanno contribuito a determinare il nostro stile di vita, dando connotati specifici alla nostra vita consacrata a Dio per il servizio dei fratelli:




Sinteticamente ecco di che cosa si tratta.

LA RADICE AGOSTINIANA

Tutti abbiamo sentito parlare di S. Agostino, genio dell'umanità e santo tra i maggiori che abbia avuto la storia del cristianesimo, vissuto dal 354 al 430 dell'era cristiana.

E sappiamo che fu un convertito. Ritrovò la fede cattolica che aveva perduto - e con essa la pace interiore - dopo una lunga serie di errori, di fallimenti, di delusioni, di ansiosa ricerca, di disperazione.

Il celebre libero delle Confessioni offre una testimonianza viva del suo drammatico cammino interiore e spirituale.

Raggiunto finalmente, con l'intelligenza e il cuore, il Dio-verità, che per tanti anni aveva cercato affannosamente, Agostino non si accontenta di ricevere il battesimo e di diventare un buon cristiano, ma si dona completamente alla Verità ritrovata decidendo, insieme ai suoi amici che lo avevano seguito nel cammino dall'errore alla verità, di consacrarsi a Dio.

Sant'Agostino Riceve il battesimo da S. Ambrogio, a Milano, nel 387 e ritorna in Africa per mettere in atto il suo proposito. "Ricevuta la grazia battesimale - è il suo biografo S. Possidio che racconta - decise di tornare con altri concittadini e amici suoi, postisi come lui al servizio di Dio, in Africa, alla propria casa e ai propri campi. Là giunto, dopo essersi liberato dei suoi beni, vi dimorò circa tre anni, e viveva per Dio insieme a chi si era unito a lui, nel digiuno, nella preghiera, nelle opere buone, nelle meditazioni, di notte e di giorno, della legge del Signore. Le rivelazioni che Dio faceva alla sua intelligenza durante le meditazioni e le preghiere, egli le manifestava e ne istruiva i presenti e gli assenti, con discorsi e con libri"(3,1-2).

Nel 391 riceve il sacerdozio contro il suo desiderio, solo per andare incontro alle necessità della Chiesa. Ma chiese ed ottenne dal vescovo di costituire una comunità nell'orto dell'episcopio, per poter continuare a vivere con i suoi compagni, pur dedicandosi al ministero sacerdotale. E anche quando divenne vescovo (395), e poi per tutta la vita, visse da monaco, pur assillato dalle tante occupazioni pastorali, e propagò con ogni mezzo la vita religiosa in tutta l'Africa cristiana. Istituì anche dei monasteri di serve di Dio, del primo dei quali fu superiora per molti anni una sua sorella.

Alla sua morte (430), continua il biografo, Agostino "lasciò alla Chiesa monasteri maschili e femminili, pieni di servi e serve di Dio, con i loro superiori, insieme a biblioteche ben fornite di libri"(31,8).

Le invasioni dell'Africa romana da parte prima dei Vandali e poi degli Arabi distrussero le fondazioni monastiche agostiniane in Africa; però contribuirono a farle trapiantare in Spagna, in Francia e nell'Italia meridionale, fino a che l'epoca buia del medioevo non stese un velo di silenzio sulla loro storia.

La radice Eremitico-Contemplativa

La spiritualità della famiglia agostiniana, oltre che da Agostino, trae la sua origine e fisionomia, come seconda radice, anche dall'esperienza eremitico-contemplativa di alcuni istituti religiosi sorti nei secoli XII-XIII nel clima di risveglio spirituale ed ecclesiale dell'epoca.

Queste fondazioni, che avevano adottato la regola di S. Agostino e ne vivevano la spiritualità, avevano i loro romitori situati poco lontano dai centri abitati: i loro membri, costituiti da laici e sacerdoti, conducevano una vita di preghiera e di aspra penitenza, erano però in stretto contatto con il popolo anche senza averne la diretta cura pastorale.

Sant'Agostino

I principali di questi istituti eremitici erano:

- Gli Eremiti di S. Agostino della Tuscia, diffusi soprattutto in Toscana, nel Lazio superiore e zone limitrofe. I loro monasteri, originariamente indipendenti l'uno dall'altro, nel 1244 furono dalla S. Sede riuniti in un'unica organizzazione;

- Gli Eremiti di Brettino o Brettinesi, così chiamati dalla località situata presso Fano, nelle Marche, ove sono sorti agli inizi del 1200; diffusi soprattutto nelle Marche, ma anche in Romagna, Veneto e Umbria, ricevettero la regola di S. Agostino nel 12...;

- gli Eremiti di Giovanni Bono o Giamboniti, fondati da S. Giovanni Bono e diffusi nell'Italia centro-settentrionale.


LA RADICE APOSTOLICA

Nel marzo del 1256 a Roma, presso la chiesa di S. Maria del Popolo, si riuniscono, per volere di papa Alessandro IV, i delegati di tutti i monasteri degli istituti eremitici sopra elencati e di altri istituti di minore consistenza, in numero di circa 360 persone. Alla presenza dell'inviato del papa ascoltano e accettano la volontà del pontefice di unirsi giuridicamente per costituire un unico grande Ordine, l'Ordine degli Eremitani di S. Agostino. Nasce così ufficialmente la famiglia religiosa agostiniana, che viene annoverata tra gli Ordini "mendicanti" o "di fraternità apostolica", sul modello dei Francescani e dei Domenicani, già sorti da alcuni decenni e approvati dalla Chiesa.

Sant'Agostino

Lo scopo che si prefisse la S. Sede nell'approvare e costituire gli Ordini di fraternità apostolica fu quello di unire alla professione dei consigli evangelici l'apostolato diretto in mezzo al popolo di Dio, allora particolarmente bisognoso di un'autentica testimonianza cristiana, di evangelizzazione e di cura pastorale.

In questi termini Giordano di Sassonia, uno scrittore spirituale agostiniano del sec. XVI, enuncia la motivazione dell'intervento della S. Sede del 1256: "Affinchè i frati di questa santa religione (cioè gli eremiti agostiniani), raccolti e riuniti nella Chiesa di Dio, potessero produrre frutti come gli Ordini dei frati Predicatori e dei frati Minori... il papa Alessandro IV ordinò che questi frati si dovessero trasferire nelle città e in queste avere conventi e facessero frutti di bene con la parola della dottrina e della predicazione, con l'esempio di una vita santa e con l'attività dell'ascolto delle confessioni in mezzo al popolo di Dio".

L'Ordine Agostiniano veniva a caratterizzarsi così per uno stile di vita che è al tempo stesso contemplativa e apostolica, dedito alla ricerca di Dio nello studio e nella vita comune, con lo scopo di trasmettere al popolo di Dio la verità ricercata e trovata. In questo modo vengono a convergere in mirabile unità:

- La ricerca della verità e la vita comune di Agostino.

- La vita contemplativa degli eremiti.

- L'azione apostolica, nelle sue varie forme, esigite dalle necessità della Chiesa.

Son queste le linee essenziali dello stile di vita della famiglia agostiniana e della sua.


I nostri orizzonti.

Perchè Insieme?

All'inizio della Regola che ha scritto per i suoi monaci, Agostino pone la motivazione della vita religiosa in questi termini: "Il motivo principale per cui vi siete insieme riuniti è quello di vivere concordi nella casa, protesi verso Dio, nell' unità della mente e del cuore".

Si sta dunque insieme:

- non per costituire una specie di S.p.A.;

- non per vivere in un'allegra brigata di amici;

- non per unire le forze dei singoli ed essere più efficienti;

- non per evadere dalle responsabilità della vita;

- ma per cercare Dio insieme e dedicare la propria esistenza agli altri.

Il fine che si propone chiunque sceglie di essere agostiniano o agostiniana è:

- ricercare e onorare Dio: perché la vita religiosa è anzitutto consacrazione della persona a Dio;

- mettere la propria vita al servizio del popolo di Dio: perché la vita religiosa è un dono dato dallo Spirito alla Chiesa per il bene di tutti;

- insieme, concordemente, nella fraternità e nell'amicizia spirituale con i fratelli o con le sorelle: il culto dell'amicizia e il senso della comunione ecclesiale è una caratteristica tipica di Agostino.


Un'unica grande famiglia

Sant'Agostino

Della famiglia agostiniana fanno parte tutti coloro che, ispirandosi alla spiritualità e al modello di vita religiosa ideata e istituita da S. Agostino, si riconoscono nell'area dell'esperienza storica vissuta dall'Ordine degli Eremitani di S. Agostino, approvato dalla Chiesa nel 1256, e comunemente detto Ordine Agostiniano.

E' un grande numero di istituti religiosi maschili e femminili che nella molteplicità delle attività e delle istituzioni, pur nell'unità dell'ideale, esprimono la varietà dei carismi donati da Dio alla Chiesa tramite la poliedrica ricchezza del pensiero e del cuore di Agostino.

Un breve cenno ai gruppi o categorie che compongono la famiglia agostiniana.

Ramo consacrato maschile:

- Ordine di S. Agostino o Agostiniani: è il nucleo della famiglia agostiniana, l'erede naturale del pensiero e dell'opera di S. Agostino. Presente in 40 paesi del mondo, è costituito da sacerdoti e da fratelli non sacerdoti.

- Agostiniani Scalzi; sorti come movimento di riforma nel sec. XVI dall'Ordine di S. Agostino, sono stati costituiti come Ordine indipendente nel 1931.

- Agostiniani Recolletti; anch'essi sorti come movimento di riforma nel sec. XVI, sono stati costituiti come Ordine indipendente nel 1912. Operano in 20 nazioni, in prevalenza di lingua spagnola.

- Congregazioni di vita apostolica, aventi Costituzioni proprie ma aggregate spiritualmente all'Ordine Agostiniano. I più noti sono gli Agostiniani Assunzionisti, istituto di origine francese.

- Suore Agostiniane di vita apostolica; sono alcune decine di istituti e congregazioni, sparse in tutto il mondo, che ispirandosi alla spiritualità agostiniana si dedicano alle varie opere di apostolato; scuole, ospedali, missioni, catechesi, gioventù...

Ramo laicale:

Della famiglia agostiniana fanno parte anche le Fraternità Agostiniane Secolari, dette anche Terz'Ordine Agostiniano (T.O.A.) o Agostiniani secolari o Confraternite dei Cinturati: uomini e donne che vivendo nella propria famiglia seguono la spiritualità propria dell'Ordine Agostiniano e collaborano nelle attività che svolgono i suoi membri.

Recentemente una nuova forma di vita consacrata è sorta all'interno della Famiglia Agostiniana: l’Istituto Secolare Agostiniano. Vi fanno parte persone che, rimanendo nella loro condizione di laici, vogliono vivere il Vangelo nella spiritualità agostiniana in modo radicale cioè consacrato.

E' costituito da varie categorie:

- donne consacrate che emettono il voto di castità e i voti o promesse di povertà e obbedienza, per tutta la vita;

- coniugi che si consacrano secondo la loro condizione matrimoniale.

- Ragazzi e ragazze che, pur orientati alla vita familiare, desiderano vivere un' esperienza temporanea di consacrazione, per meglio prepararsi ad una vita cristiana nel matrimonio.

L'Istituto è suddiviso in fraternità, ognuna delle quali vive momenti di preghiera, riflessione e convivenza a ritmo settimanale, mensile e annuale.

Fraternità agostiniane laicali

L'eredità spirituale di S. Agostino non è riservata ai religiosi e alle religiose. Anche i laici, sposati e no, consacrati e no, trovano nell'insegnamento e nell'esperienza di S. Agostino una sicura guida per vivere la loro fede nella propria famiglia e nel proprio ambiente.

Agli uomini e alle donne di oggi, che nutrono tante speranze ma che sono presi da tanti problemi e da tante forme di egoismo, il vescovo Agostino indica un futuro di speranza e offre un cammino sicuro verso la liberazione dal proprio egoismo.

Gli ideali comuni e la collaborazione apostolica con gli altri rami della Famiglia Agostiniana fanno sì che anche i laici possano sentirsi a pieno titolo figli e figlie di S. Agostino.


La ricerca di Dio

L'esperienza umana e spirituale di S. Agostino si può sintetizzare così: Agostino ricercò intensamente Dio; una volta trovatolo si dedicò totalmente a lui in comunione con i fratelli.

La ricerca di Dio è il motivo guida della spiritualità di Agostino. E non interessa soltanto chi è in cerca della verità, chi ancora non ha la fede, chi ancora non ha trovato in Cristo la verità della sua esistenza. La fede stessa è una continua ricerca di Dio. La realtà di Dio infatti è tanto insondabile che mai si potrà arrivare al fondo della sua conoscenza. Più si cerca Dio e lo si trova, più lo si ama; più lo si ama, maggiore diventa il desiderio di cercarlo ancora.

Sant'Agostino

Trovare Dio è trovare la felicità -per questa si vive e si lavora-, perché è ritrovare il senso pieno della propria esistenza; infatti -afferma per esperienza S. Agostino - "ci hai fatto per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te".

Ma come cercare e dove trovare Dio? Per la via dell'interiorità, dice Agostino; attraverso la contemplazione, diremmo noi oggi. "Non uscire fuori di te, rientra in te stesso; la verità abita nell'uomo interiore, e accorgendoti che la tua natura è mutevole, trascendi te stesso... Cerca dunque di arrivare là dove lo stesso lume della ragione riceve la luce". Sembra che Agostino si rivolga proprio all'uomo di oggi, a noi alienati come siamo da noi stessi, dalla nostra dignità, in ricerca affannosa anche se disordinata della nostra identità, frastornati dalle tante cose che ci circondano e ci sollecitano, illusi di riempire con esse il vuoto interiore, che è il vuoto di Dio. Solo quando ritroveremo noi stessi, ci insegna Agostino, quando riacquisteremo la nostra umanità perduta liberandola dalla schiavitù delle cose, potremo ritrovare anche Dio e quindi la felicità. Per questo nella Regola, parlando del rapporto che il servo di Dio deve avere con le cose che lo circondano, Agostino espone l'aureo principio: "E' meglio avere meno bisogni che più cose".

Interiorità, che è la liberazione dalla schiavitù delle cose (materialismo ed edonismo) e il recupero di se stessi; preghiera e contemplazione che è il modo nuovo di mettersi di fronte all'Assoluto e alle cose; ricerca di Dio attraverso e insieme ai fratelli: sono queste le vie della speranza che Agostino addita all'uomo di oggi, soprattutto ai giovani.


In comunione di Vita

A quelli che vogliono partecipare alla sua esperienza di ricercare Dio, Agostino propone l'esempio della primitiva comunità cristiana di Gerusalemme, descritto negli Atti degli Apostoli (ai capitoli 2 e 4): tutti i convertiti formavano un cuore solo e un'anima sola, tutto era in comune e a ciascuno veniva dato secondo le proprie necessità.

Unità di ideali e di progetti, perfetta vita comune, rispetto per le esigenze e la dignità della persona: sono le tre note che caratterizzano la comunità agostiniana la quale - nella mente di Agostino - vuole essere sulla terra un segno della città celeste, immagine, anche se pallida e imperfetta, dell'assoluta comunione d'amore esistente tra le persone della SS. Trinità.

Agli uomini e alle donne di oggi, immersi a volte in una solitudine profonda e lacerante, drammatica e disperata, incapaci di comunicare, di capirsi, di sostenersi, Agostino propone un progetto di vita in comune nella quale ci si senta solidali, su uno stesso piano di dignità nonostante le differenze personali, in cui ci si accetti reciprocamente e ci si voglia bene così come si è, senza giudicarsi.

Quando una comunità è così impostata, l'obbedienza diventa collaborazione ad un progetto comune e sostegno reciproco, la povertà diventa condivisione, la castità diventa mezzo che dilata il cuore all'accoglienza e al senso della fraternità universale; il "peso" della vita comune è superato dall'amicizia in Cristo che non solo corrobora la personalità, ma accresce la vera libertà dell'individuo; l'umiltà, che è alla base della vita comune, diventa senso di responsabilità.


Nella Chiesa per la Chiesa

"Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per madre". Sospinto da questa convinzione già espressa da S. Cipriano e fatta propria, Agostino impiegò tutte le energie per l'unità della Chiesa e per salvare l'integrità della fede contro le eresie.

Per andare incontro alle necessità della Chiesa del suo tempo Agostino sacrificò il desiderio di una vita ritirata e volle che altrettanto facessero i suoi compagni: "Non vogliate anteporre la vostra pace alle necessità della Chiesa", scrive ai monaci dell'isola di Capraia (Lett. 48,2).

La comunità agostiniana serve la Chiesa anzitutto ponendosi come segno di unità, promotrice di comunione, maestra di interiorità e di contemplazione; mostrando una particolare devozione e fedeltà alla Chiesa e ai Sommi Pontefici, anche a motivo del singolare intervento della Sede Apostolica nella costituzione dell'Ordine; promovendone la dottrina con l'insegnamento, la predicazione, l'attività scientifica; infine con un'alacre attività apostolica, a servizio e secondo le urgenze della chiesa locale e della chiesa universale.