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" Lettera del padre spirituale P. Bruno SILVESTRINI "

Carissimo Priore e Confratelli,

"Dio ama chi dona con gioia" (2Cor 9,7)

Questa frase di San Paolo, apostolo delle genti, è stata proclamata in tutte le San Messe del 10 settembre, festa del nostro Patrono San Nicola. L'Apostolo così si esprimeva, pur consapevole del fatto che annunciare Cristo sarebbe stato per lui una difficoltà quotidiana: con i suoi amici, dottori della Legge, con i quali aveva vissuto gran parte della vita prima della conversione; con i "gentili", i non credenti del suo tempo, che lo deridevano e lo snobbavano...

Sassate, linciaggi, percosse e umiliazioni

Ma San Paolo aveva intuito che Dio non ama di noi i ritagli insignificanti della nostra vita. Né apprezza una vita in cui Dio non è fulcro e centro della nostra esistenza. L’'amore cristiano non si manifesta solo in certi momenti religiosamente codificati.

Vi racconto una intuizione che immagino avrete sperimentato anche voi.

Non ho piacere di andare a prendere la birra con uno di voi che mal volentieri gradisce la mia compagnia.

Mi sento offeso quando comprendo che qualcuno viene a far due passi con me, ma ben volentieri gradirebbe essere altrove e con altra compagnia!

Ciò che ho scritto, sono convinto, lo condividi anche tu che stai leggendo!

Questo si verifica perché noi amiamo essere corrisposti nell'amore e nell'amicizia. Questa pedagogia è condivisa anche da Dio. Per questo "Dio ama chi dona con gioia"!

San Nicola era gioioso nel donare Dio nella vita quotidiana. La sua vita era a servizio dei fratelli. Tutti i fratelli. Quelli malati, quelli in carcere, quelli peccatori ed anche quelli che erano sfrontati con lui.

Leggiamo il processo di San Nicola. I nostri antenati hanno deposto sulla Santità del nostro protettore chiamato il Taumaturgo del Piceno. Giovanni di Rodolfo di Varano è uno dei molti testimoni consultati dalla Santa Sede per il Processo di canonizzazione di San Nicola. Ecco, in breve, la sua esperienza.

A Giovanni di Rodolfo di Varano non interessavano né i preti né la bontà di San Nicola.

Egli guardava le damigelle con occhio di lince! E per attirare le damigelle fuori dalla chiesa e lontane dal pulpito di Nicola organizzava giostre e tornei proprio mentre San Nicola celebrava l'Eucarestia o predicava. Più di una volta San Nicola trovò la chiesa vuota. Ci dice Giovanni di Rodolfo, che San Nicola quando lo incontrava gli sorrideva. E questo atteggiamento non se lo aspettava! Anzi, si era accorto che quel frate gli voleva bene perdonava la sua audacia e perdonava la sua esuberanza. Con il tempo avrebbe capito.

Ma quel sorriso e quell'accoglienza incondizionata avevano sconvolto l'anima di Rodolfo di Varano.

"Dio ama chi dona con gioia"!

Cari Confratelli, vi domanderete perché scrivo con insistenza questa frase.

Perché ho delle considerazioni e preoccupazioni che ritengo sia doveroso condividere con voi.

Nell'anno 2000/2001 siamo stati visitati dalla sofferenza.

Il Signore ha messo a dura prova il nostro iniziale entusiasmo. Ma sappiamo che la vita è così.

Sono stato molto contento dell’'unione e dell'affetto che tutti voi avete mostrato ai Confratelli nella prova e nella difficoltà.

Ringraziando il Signore, hanno bussato alla porta del nostro Pio Sodalizio due giovani: Michele e Giuseppe. Li ringrazio per la fiducia che ci hanno dato.

Ringrazio tutti voi che avete partecipato alle celebrazioni delle feste di San Nicola: dal 28 agosto fino al 16 settembre: festa del Perdono di San Nicola.

Per molti di voi la presenza in Basilica concludeva una giornata di intenso lavoro.

Solo il Signore potrà ringraziarvi nella pienezza.

Per ora un frutto delle feste è la gioia che ognuno ha provato al termine delle celebrazioni.

Indossare l'abito, stare più vicini al Signore, rende tutti noi più sereni e più buoni.

La sera del 10 settembre, alle 19.15, nella Cripta di San Nicola, sono stati benedetti i nuovi abiti.

Mentre ringraziamo i benefattori, ricordo agli assenti che quella piccola e intima celebrazione è stata particolarmente toccante.

Nuovo è stato il rito della benedizione della cintura che, come l'affetto e l'intercessione della B. V. M. della Consolazione (o della Cintura), ci cinge e ci abbraccia. D’'ora in poi, prima di indossare la cintura, con essa (tenendo per mano l'anello che la avvolge), ci segneremo con il segno della croce. Questo gesto è il ricordo della Madonna che in ogni situazione e in ogni momento è consolazione e incoraggiamento.

Vi propongo alcune riflessioni sulle quali dovremo ritornare nella prossima Assemblea di novembre.

Lo sappiamo bene: le preoccupazioni familiari, il lavoro, gli imprevisti e le difficoltà della vita quotidiana sono per tutti noi problemi che occupano tempo e fanno bruciare energie. Vi invito, per questo, a vivere gli incontri della Confraternita come momenti forti della nostra vita, per la formazione, la crescita, la richiesta di luce e di speranza.

"E Gesù disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare (Mc 6,31)."

Molti di voi mi hanno confidato che nella vostra vita, così dispersa tra gli impegni lavorativi e familiari, sentite il bisogno di silenzio e di confronto con la Parola del Signore

Carissimi Confratelli, a voi e a me il Papa Giovanni Paolo II ha rivolto la sfida che troviamo nella Novo Millennio Ineunte.

Quando l'Apostolo Filippo si trova davanti a sé uomini di mentalità e cultura diversa (erano greci e non credenti) essi gli chiesero una cosa vitale: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21). Erano pellegrini alle feste di Pasqua di 2000 anni fa. Gli uomini del nostro tempo, magari non sempre consapevolmente, chiedono a noi non solo di parlare» di Cristo, ma in certo senso di farlo loro «vedere». Questo è anche il nostro compito. Con la nostra vita, con la semplicità dei rapporti reciproci, con l'amore vicendevole, l'intensità della preghiera e quel tocco di sorriso giovanile dobbiamo "riflettere la luce di Cristo farne risplendere il volto anche davanti alle generazioni del nuovo millennio". Riprendiamo il cammino ordinario, portando nell'animo la ricchezza delle esperienze vissute in questo periodo specialissimo, lo sguardo resta più che mai fisso sul volto del Signore". (NMI II,16)

Giovanni Paolo II, il vecchio Papa che ha aperto il nuovo millennio ha un corpo che conosce la limitazione dell'età. Ma il suo animo è vigile. Il suo spirito è giovane. Ai Padri Agostiniani riuniti in Capitolo Generale, il 7 settembre u.s. ha ribadito con voce ferma a tutti gli agostiniani, sacerdoti e laici: Ripeto a voi quanto ebbi a scrivere alcuni anni fa: "Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire! Guardate al futuro, nel quale lo Spirito vi proietta per fare con voi ancora cose grandi..."

Concludo la presente lettera con l'augurio di rivedere in tutti voi, cari confratelli, il sorriso e la disponibilità che con gioia e gratitudine avevo visto il 9 aprile dell'Anno Santo 2000.

Sant'Agostino ci aiuta a comprendere come si può ritornare ad avere entusiasmo e giovinezza, qualsiasi sia la nostra età:

"Si racconta che i cervi, quando vogliono recarsi al pascolo in certe isole lontane dalla costa, per attraversare la lingua di mare che li separa poggiano la testa sulla schiena altrui. Uno soltanto, quello che apre la fila, tiene alta la propria testa senza poggiarla sugli altri. Quando però egli è stanco, si mette per ultimo, sicché anche lui può appoggiarsi sul compagno. In questo modo tutti insieme portano i loro pesi e giungono alla méta desiderata: non affondano perché la carità è la loro nave!" (Sant'Agostino, Omelia sul Salmo 129).

Ritornate ad essere per i vostri cari e amici un segno di speranza e di bontà.

Dio chiede a voi il compito di portare nel vostro mondo un po’ di pace e di comprensione.

Sappiate trovare nel Signore la forza.

Sant'Agostino vi dia l'entusiasmo di non scoraggiarvi mai.

San Nicola, l'uomo più buono del mondo, vi contagi con il suo sorriso amorevole.

Su voi e sui vostri cari, con gioia dono la benedizione di Dio.

Con affetto...


Tolentino li, 04 novembre 2000


P. Bruno Silvestrini O.S.A.

Segretario Provinciale e vostro Padre Spirituale

bruno