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" A PROPOSITO DELLE VOTAZIONI "

Carissimi amici,

la data odierna sarà ricordata da molti come il primo incontro capitolare!!!

Che cosa significa Capitolo?

Nella tradizione agostiniana, fin dal 1244-1265 (date che determinarono l’unione delle Famiglie eremitiche con la Regola agostiniana nell’unico Ordine di Sant’Agostino), il Capitolo determina lo stile del vivere insieme.

Il termine “Capitolo” indica che ogni verifica di vita, ogni decisione e ogni scelta parte sempre dalla spinta illuminante e decisiva della Lettura di un brano della Parola di Dio: Capitulum

La Parola di Dio deve sempre essere al primo posto.

La Parola di Dio in Sant’Agostino è la molla che ha smosso la sua vita assetata di Dio: “la tua parola ha trafitto il mio cuore”.

Per San Nicola, e nella prima tradizione dell’Ordine Agostiniano, la Parola di Dio è fonte di confronto quotidiano.

Tutto questo viene codificato nelle Costituzioni dell’Ordine Agostiniano, come possiamo vedere negli affreschi del Cappellone.
Andate in Basilica, entrate e guardate il ciclo di affreschi di Pietro da Rimini del XIV secolo. Con meraviglia si scorgono nei dipinti un tema dominante: in ogni altare, su ogni scrittoio è sempre adagiato un libro: il libro della Parola di Dio!
La Parola di Dio è il Signore che ci parla e ci racconta il suo amore.
La Parola di Dio è la lettera più bella che Dio poteva scrivere alla sua creatura.
Lettera scritta con le mani innamorate di chi desidera il nostro bene!
Anche per la nostra Confraternita la parola di Dio deve diventare illuminante per ogni scelta e ogni decisione! La Parola di Dio letta o ascoltata deve sempre interpellarci per mantenerci giovani e scrollarci di dosso quel senso di appiattimento che sovente, stanchi del correre quotidiano, si insinua nella nostra vita.

In questa seduta capitolare propongo la lettura del brano del Vangelo di Marco (10, 42-45). «Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”».
Servire! Ma siamo matti? Non è facile mettersi ai piedi dell’uomo, perché la nostra tentazione permanente è di elevarci, di comandare, di governare, di opprimere. La nostra società non vuole dei servitori, ma dei trionfatori. Siamo costantemente bombardati da immagini di falsi dèi che ci invitano alla tirannia e al dispotismo.
Il semplice servizio dell’amore significa tuffarsi nel mistero della gratuità del Signore. E tutto quello che è gratuito è dubbio agli occhi della nostra società, perché tutto si compra e tutto si vende. Per questo occorre avere un cuore nuovo, come quello di Gesù perché possiamo comprendere questo piccolo brano della Parola riporta qui sopra.

LaParola chiave per comprendere questo piccolo brano del Vangelo è dunque servire.

Gesù ci ha amato, ci ama e ci educa all’amore nel servizio. Lui, che era Dio, non disdegnò camminare sulle nostre terre sporche di sangue e di cattiveria. Affinché non potessimo urlargli la disperazione: «Ma tu Signore dove sei? Sei un Dio troppo lontano!» egli si è fatto nostro compagno di viaggio. E ci ha detto di servire gli altri come lui lava i piedi agli apostoli e prende per mano la prostituta mentre la rialza da terra.
La parola servire è strettamente collegata all’amore. Chi è padre sa che ai figli si dona tutto e per loro si è capaci di tutto. E nessuno conta le ore dei sacrifici affrontati per chiederne lo stipendio! Questo è possibile perché i figli non si guardano, né si sentono: si amano!
Così è la pedagogia di Dio. Il suo amore per noi è viscerale. Ci ama e ci serve perché così lui ha deciso di farci capire il suo amore! Il suo amore è volontà decisa di vederci salvi, eternamente chiamati ad amare di amore infinito. E Dio ci serve. E noi, perché amati, perdonati e redenti, possiamo servire i fratelli!

Perché vi ho scritto questo?

Perché nella seduta capitolare di questo pomeriggio avrà un suo risvolto nelle votazioni.
Chissà: qualcuno di voi verrà preferito ad altri. Chi conduceva la vita spensierata, verrà scelto, guidato dallo Spirito, a portare responsabilità comunitarie. Al termine della serata qualcuno sarà triste, qualche altro è stato scelto al suo posto… Nasceranno nell'intimo sentimenti di vendetta o di risentimento. Anche questa è la vita.

Ma tra voi non sia così.

Amare il Signore significa seguire il suo esempio. E lui ci ha serviti. Così sia lo stile della Confraternita. Chi assume un incarico non lo accetti per proprio vanto ma per servire i fratelli.
I figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, volevano essere qualcuno. Ma Gesù offre loro un nuovo modo di vivere…. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire.
Invito tutti voi, a ripensare queste parole del Signore. Ognuno si senta responsabile di questa nostra piccola Famiglia: la Confraternita della Cintura e di San Nicola. La responsabilità sia l’amore, perché l’amore porta al servizio. Fuori di questa strada, dettata dal Signore, regna la guerra, la divisione, le amarezze, il pianto, la delusione, la solitudine. La diffidenza… il non senso della vita.

L’augurio che vi faccio, e lo faccio con tutto il cuore è quello di vedervi sempre sorridenti, pieni di entusiasmo come oggi. Un sorriso sereno, a “36 denti (!)”, è indice di un amore profondo, di una serenità frutto di pace, frutto di sperimentata presenza della Provvidenza nei momenti di difficoltà.
«Una volta pere tutte - ci esorta Sant'Agostino - ti viene dato un breve precetto: ama e fa' ciò che vuoi; se taci, taci per amore; se parli, parla per amore; se correggi, correggi per amore; sia in te la radice dell'amore. Da questa radice non può crescere se non il bene» (commento a 1Giovanni 7,8)

A tutti buona fortuna!

Fraternamente.


Tolentino li, 04 novembre 2000


      P. Bruno Silvestrini O.S.A.

Segretario Provinciale e vostro Padre Spirituale

bruno